Scena seconda
Crisobolo vecchio patrone, Volpino, Gallo servi.
CRISOBOLO
1Tanto mi sono, senza avedermi, indugiato in casa del Plutero, che è fatto notte; però non ho perduto el tempo, ch’i’ ho risaldato alcuni miei conti con esso lui, e ho fatto una opera che longamente ho desiderato di finire.
VOLPINO
2(Ah vile e pusillanimo Volpino! Dove è ita l’audacia, dove è l’usato tuo ingegno? Tu siedi al governo di questa barca, e serai el primo che sbigottir ti lassi da sì piccola tempesta? Caccia ogni timor da parte, e móstrati qual ne’ periculosi casi sei solito d’essere: ritruova l’antique astuzie, e qui le poni in opera, che ci hanno più bisogno che in altra tua impresa avessino mai.)
CRISOBOLO
3È per certo più tardi assai ch’io non pensai.
VOLPINO
4(Anzi molto più per tempo che non era il mio bisogno. Ma venga pur, venga a sua posta, che apparecchiata ho già la tasca da farli il più netto e il più bel giuoco di bagattelle ch’altro maestro giocasse mai.)
CRISOBOLO
5O come è stata buona sorte la mia, che non abbia bisognato partir di Metellino al presente!
VOLPINO
6(Trista altrettanta è stata la nostra.)
CRISOBOLO
7Che lassare i miei traffichi e la roba mia a discrezione d’un prodigo giovane, qual è el mio Erofilo, e di schiavi senza fede, non ero sicuro molto.
VOLPINO
8(Ben t’apponesti.)
CRISOBOLO
9Ma serò tornato così presto, che non arà auto pur tempo di pensar, non che di farmi danno.
VOLPINO
10(Te n’avedrai: se fussi corso più che pardo, non potevi giugnere a tempo. Ma che cesso io di cominciare il giuoco?) Che faremo, sciagurati noi? Distrutti e ruinati semo.
CRISOBOLO
11Non è Volpino che grida costà?
VOLPINO
13O città scelerata e piena di ribaldi!
CRISOBOLO
14Debbe alcun male essere accaduto, ch’io non so.
VOLPINO
15O Crisobolo, di che animo serai tu, come lo sappi?
VOLPINO
17Ma merita questo e peggio chi più si fida d’un schiavo imbriaco, che del suo figliuol proprio.
CRISOBOLO
18Io tremo e sudo di paura che qualche grave infortunio non mi sia incontrato.
VOLPINO
19Lassa cura de la tua camera, di tanta roba piena, a una bestia senza ragione, che sempre la lassa aperta, e mai non si ferma in casa.
CRISOBOLO
20Cesso io di chiamarlo? O Volpino.
VOLPINO
21Se questa notte non si ritrova, è totalmente perduta.
CRISOBOLO
22Volpino, non odi tu? Volpino, a chi dico io?
VOLPINO
23Chi mi chiama? Oh è il patrone, è il patron, per Dio!
CRISOBOLO
24Vieni in qua.
VOLPINO
25O patron mio, che Dio t’abbia…
CRISOBOLO
26Che ci è di male?
VOLPINO
29Ero disperato, né sapevo a chi ridurmi.
CRISOBOLO
30Che è incontrato?
VOLPINO
31Ma poi ch’io ti veggio, o signor mio …
CRISOBOLO
32Di’, che ci è?
VOLPINO
33Comincio a respirare.
CRISOBOLO
34Di’ su presto.
VOLPINO
35Ero morto, ahimè! ma ora …
CRISOBOLO
36Che è stato fatto?
CRISOBOLO
38Dimmi in somma, che ci è?
CRISOBOLO
40Che ha fatto?
VOLPINO
41Quel ladro, quell’imbriaco…
CRISOBOLO
42Che cosa ha fatto?
VOLPINO
43Apena posso trarre il fiato, tanto son tutto oggi corso di giù e di su.
CRISOBOLO
44Di’ a una parola: che ha fatto?
VOLPINO
45T’ha ruinato per sua sciocchezza.
CRISOBOLO
46Finiscimi d’occidere; non mi tener più in agonia.
VOLPINO
47Ha lassato rubare…
VOLPINO
49De la tua camera propria, di quella ove tu dormi…
VOLPINO
51Di che a lui solo hai date le chiavi, e tanto gliele raccomandasti…
CRISOBOLO
52Che ha lassato rubare?
VOLPINO
53Quella cassa che tu…
CRISOBOLO
54Qual cassa ch’io…?
VOLPINO
55Che per la lite che è tra Aristandro e… come ha nome?
CRISOBOLO
56La cassa che io ho in deposito?
VOLPINO
57Non l’hai, dico, che è stata rubata.
CRISOBOLO
58Ah misero e infelice Crisobolo! Lassa or cura de la tua casa a questi gaglioffi, a questi poltroni, a questi impiccati! Potevo non meno lassarvi tanti asini.
VOLPINO
59Patron, se trovi la cucina mal in punto, di che hai lassata a me la cura, castigame, e famme portar supplizio; ma de la tua camera, che ho da far io?
CRISOBOLO
60Questa è la discrezion di Erofilo? questo è l’offizio di un buon figliuolo? ha così pensiero e sollecitudine de le mie cose e sue?
VOLPINO
61A parlar per diritto, a torto te corucci con lui. E che diavol di colpa n’ha lui? Se gli lassassi el maneggio e governo de la tua casa, come fanno li altri padri a’ lor figlioli, e’ faria el debito, se ne piglierebbe lui cura, e forse n’anderebbon le tue cose meglio. Ma se più te fidi d’un imbriaco, d’un fuggitivo servo, che del tuo proprio sangue, e che te n’avenga male, non hai di che dolerti più iustamente che di te medesimo.
CRISOBOLO
62Io non so che mi faccia: io sono il più ruinato e disfatto uomo che sia al mondo.
VOLPINO
63Patron, poi che ti ritrovi qui, ho speranza che non serà la cassa perduta, e Dio t’ha ben fatto tornare a tempo.
CRISOBOLO
64E come? Hai tu nessuna traccia per la quale la possiamo trovare?
VOLPINO
65Tanto mi sono oggi travagliato, e tanto sono ito come un cane a naso, or di qua or di là, che credo saperti mostrare ove è la roba tua.
CRISOBOLO
66Se lo sai, perché non me l’hai già detto?
VOLPINO
67Non dico che lo sappia, ma credo di saperlo.
CRISOBOLO
68Dove hai tu sospetto?
VOLPINO
69Tìrati un poco più in qua; ancor più, che tel dirò. Vieni anco più in qua.
CRISOBOLO
70Che temi tu che n’oda?
VOLPINO
71Colui che credo che l'abbia rubata.
CRISOBOLO
72Abita qui presso dunque?
VOLPINO
73In questa casa abita.
CRISOBOLO
74Che? credi tu questo ruffiano che abita qui, l’abbia rubata?
VOLPINO
75Lo credo, e ne son certo.
CRISOBOLO
76Che indizio n’hai?
VOLPINO
77Ti dico che n’ho certezza; ma, per Dio, non perder tempo in voler ch’io ti narri per che via, con qual fatica, con quanta arte io sia venuto a certificarmi di ciò, perché ogni indugio è periculoso troppo, che te so dire che s’apparecchia di fuggirsene all’alba el ladroncello.
CRISOBOLO
78Che ti par ch’io faccia? che sì oppresso mi veggio all’improvviso, ch’io non so dove mi volga.
VOLPINO
79Mi par che andiamo subito al Bassà, e che a lui facci intendere che uno ruffiano tuo vicino t’ha rubato una tua cassa, con la quale s’apparecchia di fuggire; e che lo prieghi che non te manchi di iustizia, e che mandi teco alcuno de li suoi a cercare la tua roba, perché te credi ancor l’abbia il ruffiano in casa.
CRISOBOLO
80Che indizio, che prova gli saprò dar io per farli constare che sia così?
VOLPINO
81Non è buono indizio che, essendo ruffiano, non sia ladro ancora? E dicendolo, non ti serà creduto più che a dieci altri testimoni?
CRISOBOLO
82Se non aven meglio di cotesto, siàn forniti. A chi dànno più credito i gran maestri in questo tempo, e più favore, che alli ruffiani? e chi più beffano, che gli uomini costumati e da bene? a chi tendono più insidie, che alli miei pari, che hanno fama d’esser ricchi e denarosi?
VOLPINO
83Se ve vengo io, darò bene al Bassà tali indizi e conietture e prove, che non potrà, se ben volesse, negare di crederti; che a te le lasso di narrare per non indugiar più. Andian più presto e studiamo el passo, che, mentre tardiamo a dir parole, non ci facesse il ruffian la beffa.
CRISOBOLO
84Andiamo, che … Deh férmati, che m’è venuto in animo di far meglio.
VOLPINO
85Che meglio puoi tu far di questo?
CRISOBOLO
86Rosso, corri qui in casa di Critone, e pregalo da mia parte che venga a me sùbito, e meni seco o suo fratello o qual vogli altro de’ suoi domestici. Corri, dico: te aspetto qui, vola.
VOLPINO
87Che ne vuoi fare?
CRISOBOLO
88Vo’ intrare improvviso in casa del ruffiano. Non poss’io, avendo uno o dua testimoni degni di fede appresso, tòr la roba mia dovunque io la ritrovi? Se per parlare al Bassà andassimo ora, seria l’andata vana: o che trovassimo che cenar vorrebbe, o che giocarebbe o a carte o a dadi, o che stanco da le faccende del giorno si vorria stare in ozio. Non so io l’usanza di questi che ci reggono, che quando più soli sono e stannosi a grattar la pancia, vogliono demostrare aver più occupazione: fanno stare un servo alla porta, e che li giocatori, li ruffiani, li cinedi introduca, e dia agli onesti cittadini e virtuosi uomini repulsa?
VOLPINO
89Se gli facessi intendere de l’importanza che fusse il tuo bisogno, non ti negarebbe audienzia.
CRISOBOLO
90E come se li farebbe intendere? Non sai tu come li uscieri e portinari usano a rispondere? – Non se gli pò parlare. – Digli che sono io. – Ha commesso che non se gli faccia imbasciata. – Come t’hanno così risposto, non pò’ replicarli altro. Ma farò pur così, che serà meglio e molto più sicuro, pur che la cassa vi sia.
VOLPINO
91Ve è senza fallo; sì che éntravi sicuramente, e hai pensato benissimo.
CRISOBOLO
92Intanto che aspettiamo Critone, dimmi un poco: quando e come ti accorgesti che fusse rubata la cassa, e con che indizi se’ venuto a cognizion che l’abbi avuta questo ruffiano?
VOLPINO
93Serìa lunga diceria, né averemo tempo. Andiamo a trovare la cassa prima, che ben ti conterò ogni cosa poi.
CRISOBOLO
94N’averemo d’avanzo; e se non mi pòi fornire el tutto, fa che ne sappi parte.
VOLPINO
95Comincerò, ma so che non te ne dirò la metade, che non ci serà tempo.
CRISOBOLO
96Me n’averesti già detto un pezzo: or di’ su.
VOLPINO
97Poi che vuoi ch’io tel dica, tel dirò: or odi. oggi, dapoi che avemo desinato d’un pezzo, e già tuo figliuolo era tornato a casa (che mangiò fuora), venne il Nebbia a trovare Erofilo, e gli portò la chiave de la tua camera, senza che gli fussi chiesta da alcuno.
CRISOBOLO
98Buon principio questo fu de obedirmi! Quello appunto che gli avevo commesso!
VOLPINO
99Egli disse: – Io voglio andar sino alla piazza per una mia faccenda: fa serbar, fin ch’io torni, questa chiave. – Erofilo, senza altrimenti pensarvi, la piglia: el Nebbia va fuor di casa, né mai più è ritornato.
CRISOBOLO
100Ancor m’ha in questo assai bene obedito; e perché io non gli avevo espressamente commesso che non si partisse di casa mai!
VOLPINO
101Tu vedi! Stiamo così un pezzo ragionando d’una cosa e d’un’altra: venimo a dire, come parlando accade, di andare uno giorno a caccia. In questo venne Erofilo a ricordar d’un corno che soleva avere e che già molti giorni non l’aveva veduto; e gli venne voluntà di cercare se fusse ne la tua camera. Tolle la chiave, apre l’uscio, io gli vo drieto: ne l’entrare fu primo tuo figliuolo, che s’avide non v’era la cassa; a me si volta, e dice: – Volpino, ha mio patre, che tu sappi, restituita la cassa di Aristandro, che tanti giorni ha tenuto in deposito? – Io guardo, e tutto resto attonito, e gli respondo che no; e certo mi ricordo che, quando ti partisti, la vidi a capo al letto, ov’era solita di stare. In un tratto m’aveggio de la sciocca astuzia del tuo Nebbia, che tosto che s’ha veduto mancar la cassa, ha portato la chiave de la camera ad Erofilo per farlo participe de la colpa, che è tutta sua. Pigli tu, come io voglio inferire?
CRISOBOLO
102Intendo. Ah ribaldo! s’io vivo…
VOLPINO
103Fa il sciocco; ma è malizioso più che ‘l diavolo. Tu non lo connosci bene.
VOLPINO
105Or, come io te dico, patron mio caro, Erofilo et io, veduto questo, essaminamo e tra noi discorremo chi la possa aver tolta. Io dimando el suo parere ad Erofilo, Erofilo a me domanda il mio; che dovemo fare, che via tenere per venire a qualche notizia: consigliamo e masticamo un pezzo: non sapemo ove ricorrere, dove battere il capo. O patron mio dolce, dapoi ch’io nacqui non fui mai nel maggiore affanno, nel maggior travaglio mai. Io m’ho trovato oggi a tal ora così di mala voglia, così desperato, che desideravo e che averei avuto di somma grazia d’esser morto, anzi di non essere mai nato. Ma ecco Critone col fratello Aristippo: io ti narrerò questa cosa più ad agio.
CRISOBOLO
106Non m’hai con tutte queste ciancie produtto alcuno indizio che ‘l ruffiano, più che altri, abbi avuta la mia cassa; né so con che speranza di ritrovarla io debbi intrarli in casa.
VOLPINO
107Entrali sicuramente, e se non ve la trovi, impiccami, ch’io tel consento. S’io non avessi più che certezza, non ti direi che tu v’entrassi.
Scena quinta
Lucrano ruffiano, Crisobolo, Volpino, Critone
LUCRANO
1Si fa così a’ forestieri, omo da bene, eh?
CRISOBOLO
2Si fa così a’ cittadini, ladro, eh?
LUCRANO
3Non passerà come tu pensi: me ne dorrò sino al cielo.
CRISOBOLO
4Io non anderò già tanto alto a dolermi, ma bene in loco ove la tua scelerità serà punita.
LUCRANO
5Non ti persuadere, perch’io sia ruffiano, ch’io non debba essere udito …
CRISOBOLO
6Ancora ardisci a parlare?
LUCRANO
7E che non abbia lingua a dire le ragion mie.
CRISOBOLO
8Cotesta ti farà il capestro uscire un palmo de la bocca. Che audacia arebbe se in casa nostra avesse ritrovato il suo?
LUCRANO
9Porrommi, e farò porre quanti n’ho in casa al tormento, e farò constare a qual voglia giudice, che la cassa m’ha data pegno un mercatante per lo prezzo d’una mia femina, come v’ho già detto.
CRISOBOLO
10Ancor apri la bocca, ladron manifesto?
LUCRANO
11E chi più di te manifesto, che mi vieni a rubare, e ne meni li testimoni teco?
CRISOBOLO
12Se non parli cortesemente, ti farò, giotton …
CRITONE
13Non gridar con questa cicala, che non è convenevole a un par tuo: andiamo. Se tu pretendi che ti si faccia torto, làssati veder in palazzo domane. Andiamo.
LUCRANO
14Mi vedrete, siatene sicuri: non anderà, non, per Dio, come vi credete forse. (Ma or son troppi, et io son solo: ben ci rivedremo in loco dove non averanno sì gran vantaggio.)
CRISOBOLO
15Vedesti voi mai el più audace e presuntuoso ladro di costui?
CRITONE
16Non veramente. Gran ventura hai avuta, Crisobolo, che mi piace.
CRISOBOLO
17La maggior del mondo.
CRITONE
18Vòi altro da noi?
CRISOBOLO
19Che di me, dove io possa, vi degnate servirvi. To’, Volpino, quel lume, e ritórnagli a casa.
Scena settima
Crisobolo, Volpino, Trappola
CRISOBOLO
1Dove ti credi fuggire? Sta saldo, viso di ladro. Onde hai tu rubata questa mia veste?
VOLPINO
2(Che farai più, sciagurato Volpino?)
CRISOBOLO
3Tu déi esser quell’uom da bene che m’avea rubata la cassa ancora.
VOLPINO
4(Oh, me gli potessi accostare all’orecchio un poco!)
CRISOBOLO
5Tu non rispondi, truffatore? A chi dico io? Aiutatemi, che non mi fugga. Tu non vuoi parlare, eh? Costui è mutolo, o che lo finge.
VOLPINO
6(Non potea all’improvviso infortunio trovar miglior riparo: ora è da soccorrergli.) Patron, che hai a far col mutolo?
CRISOBOLO
7Ho trovato costui ne la cucina vestito alla guisa che tu vedi.
VOLPINO
8Chi diavolo ha condotto questo mutolo in cucina?
CRISOBOLO
9E non gli posso far rispondere una parola.
VOLPINO
10E come vuoi, se è mutolo, che risponda?
CRISOBOLO
11È mutolo costui?
VOLPINO
12Che? non lo connosci?
CRISOBOLO
13Non lo vidi mai più.
VOLPINO
14Tu non lo connosci? il mutolo che sta ne la taverna de la Simia?
CRISOBOLO
15Che mutolo? che simia vuoi tu ch’io connosca? A tuo dire, parrebbe ch’io andassi, manigoldo, alla taverna.
VOLPINO
16Mi par che abbia indosso la tua veste; sì, ben la riconnosco.
CRISOBOLO
17E di che mi coruccio io?
VOLPINO
18E lo tuo capello in capo?
CRISOBOLO
19Mi par che abbia del mio sino alle scarpe.
VOLPINO
20È così, per Dio: questa è la più strana pratica del mondo. Non gli hai tu domandato chi l’ha del tuo sì messo in punto?
CRISOBOLO
21Che vuoi tu ch’io gli domandi, se non mi sa rispondere, e s’egli è mutolo?
VOLPINO
22Fa che tu l’accenni. Ma lassa domandarlo a me, che lo soglio intendere non meno ch’io faccia te.
VOLPINO
24Chi t’ha dato la veste del patrone? Cotesta, cotesta donde l’hai avuta?
CRISOBOLO
25(Questo pazzo ragiona con le mani, come fanno li altri con la lingua.) Sai tu che dica?
VOLPINO
26Chiaro accenna che uno qui di casa gli ha tolti i suoi panni, e che gli ha lassati questi fin che torni, e per ciò l’attendeva egli.
CRISOBOLO
27Un qui di casa? Deh fa, se sai, che te accenni qual di casa è stato.
CRISOBOLO
29(Io gli guaterei cento anni alle mani e non saperei un minimo construtto cavarne.) Che vol dire quando leva la mano, e che si tocca or il capo or il volto?
VOLPINO
30Mostra che è stato un grande, asciutto, che ha grosso il naso, et è canuto, e che parla in fretta.
CRISOBOLO
31Io credo che voglia dire il Nebbia, ch’altro non è in casa così fatto. Ma come sa che parla in fretta? Adunque ode costui?
VOLPINO
32Non ho detto che parla in fretta, ma che partì in fretta. Vol dire ch’è ’l Nebbia senza fallo: tu l’hai più presto inteso, che non ho io.
CRISOBOLO
33Che ha voluto fare quel pazzo a tòrre i panni di questo mutolo?
VOLPINO
34Or m’appongo perché: poi che s’ha veduto mancare la cassa, si debbe esser fuggito, e per non esser connosciuto, si serà d’abito mutato.
CRISOBOLO
35Perché non ha più presto lassato a costui li suoi panni, che li miei?
VOLPINO
36Che diavol so io? Non connosci tu come è pazzo?
CRISOBOLO
37Menalo tu in casa, e dàgli qualche tabarro vecchio, che non macchiasse la mia veste.
VOLPINO
38Lassane la cura a me.
CRISOBOLO
39(Potrebbe essere anco altrimenti. Sì, potrebbe in verità: non è da credere a questo Volpino ogni cosa, che non è però evangelista.) Non andare: aspetta, Volpino. Non ci disse il ruffiano che gli aveva data la cassa un mercatante? e non ce lo dipinse, se ben mi ricordo, vestito in questo modo proprio?
VOLPINO
40Te vuoi fondare in le ciancie di quel ribaldo?
CRISOBOLO
41Né miglior terreno sei ancor tu, dove io mi fondi. Io farò altrimenti. Rosso, Gallo, Marochio, tenete costui, e legatemelo.
CRISOBOLO
43Al Subassi vo’ mandarlo, che con la corda provi se può guarirlo, sì che parli.
VOLPINO
44Non so io s’egli è mutolo? Pur, se ti pare che finga, el menerò al ruffiano; e se serà il mercatante di che dubiti, lo connoscerà di botto.
CRISOBOLO
45Io non vo’ altro mezo in questo. Spacciatevi, e se non avete altro, spiccate la fune del pozzo. Legali le mani dietro; ma levali, col malanno, prima la mia veste.
TRAPPOLA
46Escusami, Volpino, fin che altro non ho sentito che parole t’ho voluto servire…
TRAPPOLA
48Ma per te non voglio esser né storpiato né morto.
CRISOBOLO
49O beata fune, anzi miracolosa, che sì ben risani i mutoli! Chi te la ponesse alla gola, Volpino, credi tu che ti sanasse del giotto? Or rispondimi tu: chi t’ha dato li miei panni?
TRAPPOLA
50Tuo figliuolo e costui mi vestirno oggi così.
CRISOBOLO
51A che effetto?
TRAPPOLA
52Per mandarmi a pigliare una femina di casa di un ruffiano.
CRISOBOLO
53Fusti tu quel che vi recasti la mia cassa?
TRAPPOLA
54Con una cassa mi vi mandorno, che avessi a lassarvi pegno, e così feci.
CRISOBOLO
55A questo modo, Volpino, tu hai auto audacia di porre in mano d’un fuggitivo ruffiano a tanto pericolo la roba mia; e dare a mio figliuolo, che sì t’avea raccomandato, così buon consiglio; e farti beffe di me, et aggirarmi il capo come io fussi il maggior sciocco del mondo? Non te ne vanterai, per Dio. Lassate cotesto, e legatemi quel traditore.
VOLPINO
56O patrone, tuo figliuolo m’ha sforzato a fare così: tu me gli lassasti per servo, non per curatore o maestro.
CRISOBOLO
57S’io non morrò in questa notte, io darò per te uno essempio a quest’altri, che non ardiranno usarmi fraude mai più.
CRISOBOLO
59Io t’insegnerò, scelerato. Vieni tu ancor dentro, che tutta questa pratica vo’ sapere a pieno.
Scena nona
Lucrano ruffiano, Fulcio
LUCRANO
1(Quanto più differisco a lamentarme, fo le mie ragion deboli. Io stavo aspettando el Furba, perché venisse meco; ma poi che non appare, me n’anderò pur solo.)
FULCIO
2O Dio, ch’io ritrovi Lucrano in casa…
LUCRANO
3(Costui mi nomina.)
FULCIO
4A ciò che io gli avisi de la ruina che gli vien adosso…
LUCRANO
5(Che dice costui?)
FULCIO
6Sì che se salvi la vita almeno…
FULCIO
8Benché, se gran ventura non l’aiuta, spacciato lo veggio.
LUCRANO
9Non bussar, Fulcio, ch’io son qui, se tu mi cerchi.
FULCIO
10O infelice, o sciagurato Lucrano, che fai tu qui? Perché non fuggi?
FULCIO
12Ché non te nascondi? ché non te levi del mondo? Poveretto, fuggi.
LUCRANO
13Perché vòi ch’io fugga?
FULCIO
14Tu serai impiccato sùbito sùbito sùbito, se te ritrovano.
LUCRANO
15Chi me farà impiccare?
FULCIO
16El Bassà mio signore. Fuggi, te dico: ancor ti stai? fuggi, misero.
LUCRANO
17E che ho fatto io, che meriti la forca?
FULCIO
18Hai rubato Crisobolo el tuo vicino.
FULCIO
20E egli t’ha ritrovato in casa con testimoni il furto. Et ancora t’indugi? Fuggi presto, fuggi: che fai?
LUCRANO
21Se vorrà intendere il Bassà le ragion mie…
FULCIO
22Non perder tempo in ciancie, pover omo; fuggi col diavol, fuggi; che non è venti braccia lungi el bargello, che ha commissione di subito impiccarte, e mena il boia seco. Fuggi, diléguati presto.
LUCRANO
23Ah Fulcio, mi ti raccomando: io t’ho amato sempre, poi ch’io ho avuta tua connoscenzia, e studiato di farti, ove ho possuto, piacere.
FULCIO
24E per questo son venuto ad avisarte.
LUCRANO
25Io te ringrazio.
FULCIO
26Che se ’l mio patron lo sapesse, mi farebbe impiccar teco; ma fuggi e non gracchiar più.
LUCRANO
27Ahimè, la casa e la roba mia!
FULCIO
28Che casa? che roba? fuggi col malanno.
LUCRANO
29E dove debb’io fuggire?
FULCIO
30Che so io? Ho fatto il mio debito un tratto: se sei impiccato, tuo danno; già non voglio esserti impiccato appresso.
LUCRANO
31Ah Fulcio! ah Fulcio!
FULCIO
32Non mi nomare, che sia squartato! che non te oda alcuno, che non rapporti al mio signore ch’io t’abbi avisato.
LUCRANO
33Non mi lassar, di grazia; mi ti raccomando.
FULCIO
34Alle forche ti raccomando. Non vorrei, per quanto vale el mondo, che al Bassà fusse detto che io t’avessi parlato.
LUCRANO
35Ah, per Dio! odi una parola.
FULCIO
36Non è tempo ch’io aspetti, che mi pare non so che sentire, e son certo ch’è il bargello.
FULCIO
38Non venir; fuggi altrove.
LUCRANO
39Sì, verrò pure.